Seconda tranche di aiuti inviata ad Amatrice

Nonostante i riflettori si siano spenti su Amatrice, Generazione Identitaria non si dimentica delle popolazioni colpite dal terremoto di agosto. La prima tranche di aiuti, inviata ad Amatrice lo scorso mese, ha visto partire verso i campi di accoglienza per gli sfollati una cospicua quantità di generi di prima necessità nel campo del materiale per l’igiene per bambini e genitori.

A seguito dei numerosi comunicati emessi dalla Protezione Civile, che pregavano cittadini e associazioni di non inviare più alcun tipo di materiale, per evitare di ingolfare i centri di smistamento, il nostro Movimento ha deciso di diversificare la sua proposta di aiuto. Ci siamo messi così in contatto con alcuni commercianti del paese, veri pilastri di una comunità sana e funzionante, e abbiamo cominciato a proporre il nostro aiuto a tutti coloro che, prima del sisma, erogassero servizi essenziali. Abbiamo così deciso di finanziare il centro ottico di emergenza che è attivo in Amatrice e che, grazie all’impegno ed alla volontà di un ottico che ha perso il suo negozio, fornisce assistenza gratuita a tutte le persone, anziane e meno anziane, che hanno perso le proprie montature nelle case colpite, o comunque bisognose di un aiuto in tal senso.

gid seconda tranche aiuti amatrice

Grazie a questo intervento alcuni amatriciani saranno aiutati gratuitamente e potranno nuovamente vedere come prima della tragedia. Generazione Identitaria ringrazia di cuore tutti coloro che hanno donato al nostro Fondo Terremotati, in particolare Rebeyne – Génération Identitaire Lyon e Vague Normande – Génération Identitaire Normandie, che hanno generosamente contribuito a rendere possibile questo intervento a favore delle vittime.

L’impegno del nostro Fondo Terremotati non si fermerà, e proseguirà con l’aiuto, oltre che agli amatriciani, anche delle popolazioni colpite dal recentissimo sisma di Norcia.

gid seconda tranche aiuti amatrice

Un pensiero riguardo “Seconda tranche di aiuti inviata ad Amatrice

  • 07/11/2016 in 08:02
    Permalink

    Bravi, la via giusta per dare concretezza al messaggio identitario parte dal sostegno a chi, della comunità, è in più grave difficoltà

I commenti sono chiusi