Le Identitarie a Viterbo e Milano: “NO ius soli”!

Il 15 giugno le Identitarie di Viterbo e Milano hanno svolto due azioni di sensibilizzazione in merito alla legge sullo Ius Soli discussasi in Senato.

NO IUS SOLI parte 1

Le ragazze del viterbese hanno acceso di giallo una città meravigliosa come la loro amata Viterbo, distribuendo volantini e fermandosi a parlare coi loro concittadini in merito a una questione delicata e non sempre chiara.

Di seguito il testo del volantino:

“NO IUS SOLI!

Cos’è – Diritto del suolo, ossia acquista la cittadinanza colui che è nato in Italia da genitori ignoti, apolidi, o che non ottenga la cittadinanza dei genitori sulla base delle legge dello Stato di apparteneza. Esso si oppone allo Ius Sanguinis (“diritto del sangue”), un principio giuridico millenario secondo il quale la cittadinanza è trasmessa dai genitori, con tutti gli oneri e onori che ciò comporta.

La legge – Oggi è in discussione al Senato una legge che, se emanata, concederebbe il diritto, senza distinzioni, a tutti gli stranieri che hanno completato un qualsiasi ciclo di studi, quando, l’attuale normativa (l n 94/2009) prevede, equamente, che la cittadinanza venga concessa in modo discrezionale, in base a precisi criteri (reddito superiore al minimo di sussistenza; assenza di condanne penali; particolari circostanze di benemerenza) al fine di constatare che il richiedente si sia effettivamente integrato nella società italiana.

Il perché del nostro NO – Noi di Generazione Identitaria ci chiediamo: qual è la ratio legis in questo caso?
-Vi sono evidenti profili di incostituzionalità; la cittadinanza deve presupporre l’integrazione e mai il contrario.
-Comporterebbe un peso insopportabile per il nostro già vacillante welfare state e ostacolerebbe la lotta contro il fondamentalismo islamico.
-Non è una priorità per il popolo che non gode attualmente neanche dei propri diritti costituzionalmente garantiti.

Acquistando la cittadinanza, gli stranieri avranno l’unico diritto che adesso manca loro: quello di votare. Pertanto è priorità assoluta di coloro i quali vedono negli stranieri un bacino di nuovi elettori da comprare e gestire a fini politici. Inoltre, nel nostro Paese in cui le nascite sono sempre più drammaticamente in calo nonché scoraggiate, il problema più evidente ed immediato di questa cittadinanza concessa alla cieca sarà l’incoraggiamento alle nascite di allogeni che nel giro di pochi decenni porterà il nostro Popolo ad essere in minoranza. Noi ci ribelliamo a questo piano di sostituzione etnica. Abbiamo una storia e una cultura da salvare.
Non si può salvare una cultura se si uccide il popolo che l’ha prodotta.”

 

NO IUS SOLI parte 2

NON SI PUO’ SALVARE UNA CULTURA SE SI UCCIDE IL POPOLO CHE L’HA PRODOTTA

Anche le Identitarie di Milano hanno alzato la voce in merito alla legge sullo Ius Soli.

Dopo un attacchinaggio all’Università di Bicocca, le milanesi e i milanesi di Generazione Identitaria hanno ribadito il messaggio al parco di Porta Venezia con striscione e biglietti: a ogni luogo comune sui benefici che apporterebbe l’immigrazione di massa, e circa i requisiti di ‘rifugiato’, le Identitarie hanno risposto con cifre, statistiche e dati smentendo ad uno ad uno gli stereotipi del pensiero unico benpensante.

Lo Ius Soli si oppone allo Ius Sanguinis, un principio giuridico millenario secondo il quale la cittadinanza è trasmessa dai genitori, con tutti gli oneri e onori che ciò comporta. Acquistando la cittadinanza, gli stranieri avranno l’unico diritto che adesso manca loro: quello di votare. Pertanto è priorità assoluta di coloro i quali vedono negli stranieri un bacino di nuovi elettori da comprare e gestire a fini politici. Inoltre, nel nostro Paese, in cui le nascite sono sempre più drammaticamente in calo nonché scoraggiate, il problema più evidente ed immediato di questa cittadinanza concessa alla cieca sarà l’incoraggiamento alle nascite di allogeni che nel giro di pochi decenni porterà il nostro Popolo ad essere in minoranza. Noi ci ribelliamo a questo piano di sostituzione etnica. Abbiamo una storia e una cultura da salvare.
Non si può salvare una cultura se si uccide il popolo che l’ha prodotta.