Riprendiamoci le città!

Domenica notte gli attivisti di Generazione Identitaria, a livello nazionale, hanno messo in atto un’azione congiunta per denunciare il degrado delle nostre città. Recatisi nei quartieri più deturpati e pericolosi di capoluoghi e altri centri, hanno voluto richiamare l’attenzione dei cittadini, recintando alcune zone con la segnaletica di pericolo.

Con questa azione simbolica gli identitari inaugurano la campagna attivista #RiprendiamociLeCittà per denunciare, sensibilizzare e agire contro il degrado delle nostre città.

Abbiamo effettuato blitz a Torino, Milano, Roma, Modena, Trieste, Mestre, Cagliari e Olbia, in zone già molte volte teatro di crimini di ogni tipo fra cui aggressioni, rapine, violenze e spaccio.

La maggior parte delle città, specialmente in aree di periferia, assiste non raramente a fenomeni di “autoghettizzazione” delle minoranze, che sempre più velocemente prendono possesso dei quartieri trasformandoli in zone in cui l’accesso alla popolazione locale è vietato.
Da identitari, non possiamo permettere che ciò avvenga: gli autoctoni devono essere liberi di frequentare i quartieri delle loro stesse città, senza doversi preoccupare di ciò che potrebbe succedere con un solo, involontario sguardo.

Liberi i quartieri, liberi i cittadini, liberi i popoli: occorre partire dal quotidiano per riportare l’Italia e l’Europa ai suoi legittimi proprietari.

Riprendiamoci le città!

2 pensieri riguardo “Riprendiamoci le città!

  • 04/10/2017 in 11:29
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    Complimenti ragazzi, mi scalda il cuore sapere che ci sono ancora giovani come Voi,
    volonterosi, impegnati a difendere la nostra cultura. Io non appartengo alla Vostra generazione, ma sarò sempre solidale con Voi.
    GRAZIE GRAZIE GRAZIE

  • 07/10/2017 in 12:11
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    In pochi anni, soprattutto a causa della presa del potere tramite il colpo di stato di Napolitano, tutte le città hanno avuto un tracollo nel campo della sicurezza e dell’economia.
    Tutto questo è disgustoso ed è ora che la maggioranza (silenziosa) degli italiani si riprenda ciò che gli appartiene di diritto: il futuro.

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