Alcuni giorni fa si sono aperti i procedimenti contro tre sodali francesi di Génération Identitaire. L’accusa, secondo la magistratura d’Oltralpe, sarebbe di essersi spacciati per pubblici ufficiali come parte dell’azione dimostrativa Defend Europe effettuata sulle Alpi del confine franco-italiano nel mese di aprile 2018. Il procuratore chiede 6 mesi di prigione per alcuni attivisti che parteciparono all’azione, più una multa di 75000€ a Génération Identitaire.

Ad una semplice lettura dei capi d’accusa risulta evidente la faziosità delle accuse mosse ai sodali francesi, come anche essi stessi hanno denunciato nei giorni passati; come risulta evidente anche solo da un’analisi superficiale dell’azione dimostrativa e dei materiali video e fotografici prodotti da Generazione Identitaria stessa, in nessun modo né in alcuna possibile fattispecie gli identitari partecipanti alla missione Defend Europe Alpi presentano mostrine, uniformi o accessori simili o ispirati a quelli della gendarmeria francese.

É vero che gli identitari erano uniformati a modo loro con giacche blu riportanti il nome e il logo della missione, ma questi non sono in alcun modo confondibili con quelli delle forze dell’ordine francesi. Paradossalmente, l’azione era appunto stata ideata per denunciare l’abbandono totale dei confini dei Paesi europei e l’abdicazione da parte delle forze armate e delle forze di polizia alle proprie responsabilità di difesa dei confini dello Stato. Ai togati francesi sembra sfuggire l’ironia del voler procedere contro dei semplici attivisti solo perché erano vestiti allo stesso modo: basta avere i vestiti dello stesso colore per assurgere a guardia di frontiera in Francia, tale è l’abbandono delle frontiere?

Ciononostante, in questo tipo di procedimenti si può ravvisare una precisa strategia atta a drenare le casse dei vari capitoli di Generazione Identitaria in giro per l’Europa, come già visto in Austria l’anno scorso, dove la magistratura di Graz tentò di sciogliere l’Identitäre Bewegung Österreich attraverso una forzatura della legislazione antimafia, faziosamente ipotizzando che l’intero movimento non fosse altro che una facciata per la vendita di merchandise da parte di Martin Sellner e Patrick Lenart, i leader dei sodali austriaci.

La suddetta strategia consiste evidentemente nel provare a imbastire traballanti accuse verso Generazione Identitaria non tanto per ottenere una condanna, quanto per obbligare un gruppo di giovani attivisti a immani spese legali. Scandalosamente, i magistrati che attivamente promuovono questo tipo di procedimenti puntando a screditare e danneggiare quanto più possibile l’immagine degli identitari riescono a operare indisturbati, essendo ipso facto, in quanto magistrati, protetti dalle conseguenze di accuse imbastite faziosamente e ideologicamente motivate.