Crisi dei rifugiati

La cosiddetta crisi dei rifugiati, fenomeno talmente artificiale dall’essere ormai oggetto di indagine anche delle procure della Repubblica, è funzionale al processo della grande sostituzione. Un esodo enorme è stato aizzato deliberatamente verso i paesi europei come strumento di pressione politica da parte di stati esteri (Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita ecc), che per ragioni diverse hanno interesse a destabilizzare lo scenario politico europeo immettendo al suo interno quote sempre più vaste di immigrati totalmente inassimilabili.

La sola Germania ha ricevuto più di un milione di “rifugiati siriani”, mentre l’Italia quasi mezzo milione di “rifugiati” sub sahariani, il 90% dei quali privi di ogni requisito per la richiesta dello status di asilo politico in Italia e spesso di identità ignota.

La crisi dei rifugiati è il più grande business economico mai intentato ai danni dei popoli europei, un progetto dove guadagno, criminalità e genocidio si uniscono in una sintesi letale, intollerante e pericolosa.
Questo progetto trova come cani da guardia la maggioranza dei partiti politici, il mondo sindacale, la gran parte della Chiesa Cattolica e l’antagonismo antifascista in assenza di fascismo.

Ci sono tre punti fondamentali per fermare questo disegno criminale, facenti parte delle nostre 23 proposte per la Remigrazione:

  • chiusura immediata dei confini verso ed abolizione del trattato di Schengen;
  • rimpatrio di tutti gli immigrati extraeuropei attualmente presenti nei nostri territori;
  • aiuti agli Stati in crisi e cessazione di ogni loro destabilizzazione da parte di UE e Stati Uniti, rinunciando a qualsiasi velleità di esportazione alla democrazia;

Gli Stati del terzo mondo abbisognano di infrastrutture ed aiuti concreti nell’acquisizione di competenze che gli permettano di raggiungere il benessere all’interno delle loro realtà, o ciò che si otterrà non sarà l’arricchimento dei popoli terzomondiali, ma la trasformazione dell’intero mondo in un gigantesco terzo mondo dove il benessere sarà soltanto un lontano ricordo.

Per questo motivo denunciamo l’ipocrisia delle ONG e dei governi europei, quello italiano in primis, che si macchiano le mani del sangue di centinaia di morti annegati, attirati dagli ologrammi di una irraggiungibile società del benessere che in realtà mira solamente ad usarli per uno scandaloso dumping salariale ai danni dei lavoratori europei e dei loro diritti.