Inganno dell’integrazione

L’immigrazione di massa è la più grande dichiarazione di guerra ai diritti dei lavoratori che sia mai stata condotta dal XIX secolo a questa parte. Per indorare questa pillola, i media e le autorità corrotte dell’Occidente si sono inventate un termine: “integrazione”.

L’integrazione è quella velleità che presume che ogni immigrato, da qualsiasi regione del mondo provenga, qualsiasi religione professi, di qualsiasi cultura sia figlio, sia assimilabile dalla neo-cultura dell’Europa americanizzata e degli Stati Uniti. I risultati di questo inganno li vediamo quotidianamente: lo sradicamento delle terze generazioni genera islamismo radicale, gansterismo, mafie e terrorismo; l’incapacità di comprendere i diritti delle donne genera una cultura dello stupro imperante (come dimostrano i fatti di Colonia, o il dato secondo i quali la capitale degli stupri in Europa è Stoccolma); l’incapacità di comprendere la cultura europea genera razzismo anti europeo ed anti bianco, che vediamo attuarsi quotidianamente nelle banlieues francesi; l’incapacità di comprendere le basi del nostro diritto genera mostruosità quali il riconoscimento della Sharia (accade nel Regno Unito) e più in generale un sentimento di odio diffuso per le istituzioni che generano attacchi sempre più violenti verso le nostre Forze dell’Ordine.

Tutto questo non può andare avanti se non a prezzo di una guerra, guerra che nessuno di noi vuole e che come identitari abbiamo l’interesse a prevenire, avendo come precipuo scopo un futuro di pace per i nostri figli. Per questo motivo occorre denunciare l’ipocrisia della cosiddetta integrazione, e soprattutto i suoi reali fini criminosi ed antistorici, che presto si paleseranno ancora di più mano a mano che il processo di degenerazione andrà avanti. Noi identitari siamo in prima linea e nelle strade per attuare questa denuncia.